NS Progress

Bergamo
Fotografie: Mario Teli

Lo spazio originario è composto da un ambiente unico caratterizzato dalla sola presenza di due esili pilastri posizionati al centro e allineati in senso longitudinale che ne condizionano uso e allestimento.

Proporzioni e finiture rendono questo spazio freddo e buio.

L’intervento vuole costruire un ambiente rinnovato, disponibile e suggestivo, che sappia trasmettere una nuova atmosfera, caratterizzata da fluidità degli spazi, leggerezza e distensiva luminosità.

Dal contrasto tra questi obbiettivi e le condizioni architettoniche dello spazio esistente è scaturita la matrice concettuale del progetto: si decide infatti di costruire e introdurre un nuovo spazio all’interno dell’involucro esistente, che in questo modo assumerà il ruolo di semplice contenitore. Si opera attraverso la sovrapposizione di elementi nuovi a quelli pre-esistenti, come pavimento e soffitto, e si attribuisce a tale operazione di stratificazione la principale cifra espressiva dell’intervento.

Viene realizzata una nuova configurazione modulare delle vetrate che intende trasformare la facciata in quinta scenica e determinare una nuova relazione con la strada: dall’esterno filtra la visuale sullo spazio interno; dall’interno, invece, rende astratto il paesaggio urbano inquadrato nelle singole vetrate verso il quale lo spazio interno è rivolto.

Nel settore dedicato all’esposizione, il soffitto è lasciato all’altezza originale e le pareti si fondono con il pavimento, sottolineando il carattere monolitico e unitario dell’involucro originario.

La sala principale è delimitata dalla nuova pavimentazione, sospesa rispetto al suolo e staccata dalle pareti; lungo il suo perimetro una luce continua illumina il distacco da pareti e pavimento originari evidenziando le logiche di sovrapposizione e di allestimento che sottintendono il progetto; questa soluzione intende trasmettere leggerezza, e consente l’alloggiamento di nuove tubazioni senza alterazioni del pavimento originale.

Un grande guscio è appeso al soffitto: è modellato in modo da configurare e organizzare lo spazio sottostante in due campate.  Al suo interno sono collocati tutti gli impianti per il trattamento dell’aria, l’illuminazione e la diffusione del suono; la chiusura con il controsoffitto traslucido retroilluminato allude alla presenza di grandi lucernai che conferiscono all’ambiente un’atmosfera di inaspettata intimità.

Lungo l’asse dei pilastri originali viene disposto un mobile contenitore ed espositore che delimita i due ambienti contigui. Il mobile, ancorato ai pilastri, resta sospeso accentuando il contrasto tra l’aspetto monolitico del blocco in legno e una ostentata leggerezza.

Sedute-espositori modulari in kraft paper consentono una infinita possibilità di allestimenti e di organizzazione degli spazi liberi.